Un Parco Culturale Ecclesiale alla “fine delle terre”

Il Parco è stato istituito il 24 febbraio 2016 nell’ambito del progetto nazionale dell’Ufficio di Pastorale del Tempo Libero, Sport e Turismo della Conferenza Episcopale Italiana che, nei mesi precedenti, aveva redatto delle robuste Linee Guida. Alcuni passaggi determinanti:
La Chiesa è chiamata a offrire attraverso l'arte, le immagini, gli arredi, gli ambienti architettonici e naturali, le produzioni musicali, letterarie e le proprie tradizioni, spazi di senso e di significato, occasioni di preghiera e di lode, percorsi di ricerca, di memoria viva e di trasmissione di valori”. E ancora: “Bisogna avere il coraggio di trovare nuovi segni, nuovi simboli: le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali, comprese le modalità non convenzionali”.

Turismo di Comunità

Con queste premesse, nasce la proposta di organizzare la fruibilità e la valorizzazione dei beni culturali della Chiesa, nella forma dei “parchi”. Dove per “parco” s’intende un’area legata non tanto ad un territorio geografico quanto alla cultura, alle tradizioni, agli stili di vita, alle esperienze religiose come risposta alle necessità di tutela e di valorizzazione nella loro specifica peculiarità storica, culturale, ambientale, economica e spirituale. Per “Parco Culturale Ecclesiale”, di conseguenza, s'intende un sistema territoriale che promuove, recupera e valorizza, attraverso una strategia coordinata e integrata il patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico, museale, ricettivo, ludico di una o più Diocesi. È un sistema che nasce profondamente radicato in un territorio, per diventare capace di mettere in relazione comunità parrocchiali, monasteri, santuari, aggregazioni laicali ricche di tradizioni e custodi di opere e segni nati dalla fede del popolo. Ed è un tessuto connettivo in grado di rendere funzionali spazi aggregativi e ricettivi attorno alle antiche vie di storia, di cultura e di pellegrinaggio.

Nelle Linee Guida, per punti, la missione dei Parchi Culturali Ecclesiali:
- È una rete ecclesiale territoriale che entra in rapporto con altre reti (ecologiche, ambientali, istituzioni, sistemi turistici locali, ecc.) per rispondere a esigenze della fruizione culturale, turistica e del tempo libero;
- È un fattore innovativo nella prospettiva del recupero e riuso del patrimonio ecclesiale, artistico ma anche immobiliare, per dare un volto nuovo al turismo non vendendo un prodotto ma producendo cultura e itinerari di senso;
- È un'opportunità per le realtà più piccole, per le quali è faticoso e problematico trovare forze e risorse per avviare progetti autonomi;
- È un interlocutore che contribuisce allo sviluppo economico e sociale sostenibile del territorio, attraverso la generazione di un'economia di indotto ma anche offrendo concrete opportunità di lavoro ai giovani (il tema del lavoro sta molto a cuore alla Chiesa Italiana che già attraverso il “Progetto Policoro” ha inteso offrire un segnale di attenzione);
- È un'opportunità per far entrare a pieno titolo nella quotidianità della prassi ecclesiale ambiti pastorali apparentemente settoriali e ancillari, sicuramente nuovi, ma capaci di incidere negli stili di vita e nei comportamenti dell'uomo-turista, educando al senso artistico e alla passione culturale;
- È un'occasione di crescita per la vita di comunità ecclesiali che si trovano sollecitate ad accogliere al proprio interno, se pure per periodi delimitati di tempo, individui con storia, sensibilità ed esperienze diverse.

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